Arquà Petrarca – Uno dei borghi più belli d’Italia

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Il tempo sembra essersi fermato ad Arquà Petrarca, un comune italiano nella provincia di Padova, nel centro dei Colli Euganei che, più di tutti gli altri, mantiene inalterato il fascino antico dei borghi medievali.

Dichiarato uno dei borghi più belli d’Italia, il suo nome deriva forse da Arquata montium, che significa “chiostra dei monti”, ma deve la sua notorietà alla fama eterna di Francesco Petrarca, il poeta che vi passò gli ultimi anni della sua vita.

Ecco una piccola guida su cosa visitare ad Arquà Petrarca per una passeggiata tra i colli:

  • LA CASA DEL PETRARCA:

È probabile che Francesco Petrarca abbia conosciuto Arquà, per la prima volta, nel 1364 mentre si trovava ad Abano per curarsi alle terme dalla scabbia. Poi Francesco il Vecchio donò un appezzamento di terreno ad Arquà al Poeta. e nel 1369 il Poeta ci si recò ad a sovrintendere i lavori di restauro della casetta che inizierà ad abitare dal marzo del 1370; avrà allora inizio il “buen ritiro”.  Una vegetazione e una pace che forse hanno richiamato alla mente del poeta un’altra terra a lui cara, la Toscana, e così si decise a stabilirsi in una casa decorosa che si distingueva certamente dalle altre assai povere dei contadini e degli artigiani.

Attualmente sono ancora conservati, lo studiolo in cui morì il poeta, con sedia e libreria (pare) originarie. Da ricordare, inoltre, la nicchia in cui è custodita la mummia della gatta che si dice fosse appartenuta al Poeta.

Dopo la morte, avvenuta nel 1374, l’edificio e la sua biblioteca vennero ereditati dall’amato genero Francescuolo da Brossura. Successivamente la proprietà passò alla famiglia Giustinian ed altre famiglie veneziane, per essere infine donata dal Cardinale Silvestri al Comune di Padova nel 1875 , con la clausola di non concedere a nessuno di abitarvi.

  • ORATORIO SS TRINITA’ E LOGGIA DEI VICARI:

Dell’Oratorio si hanno notizie certe a partire dal 1181, chiesa molto cara al Petrarca, poiché vi era solito recarsi a pregare, si presenta con una struttura di impianto romanico ad un’unica navata con travature scoperte e tetto a capanna. Più volte modificato nei secoli, nel trecento, l’Oratorio, fu ingrandito ed affrescato.  All’interno è visibile l’altare ligneo seicentesco con la pala di Palma il Giovane raffigurante la Trinità e il paliotto in cuoio, raffigurante il Cristo risorto. Ai lati dell’altare sono collocati la statua di S. Cristoforo in pietra dipinta e la statua in legno dipinta, di S. Lucia. Di notevole pregio sono poi un quadro di Giovanni Battista Pellizzari e una grande tela del 1670, raffigurante la “Città di Padova nell’atto di rendere omaggio a un vescovo martire”. Il campanile, del XII secolo, fu più volte rimaneggiato sino al 1928 quando un restauro lo riporto alla presumibile forma originaria ricavata da stampe seicentesche.

Legata all’Oratorio, e a ridosso dello stesso, è la Loggia dei Vicari. Di origine duecentesca era il luogo deputato per le riunioni e la discussione dei problemi tra i capifamiglia ed i Vicari. Nel 1828 il tetto fu demolito e la loggia rimase scoperta sino al novembre 2003, quando il Comune di Arquà Petrarca, ha dato inizio ai lavori che hanno portato la Loggia ad avere nuovamente una copertura. Novità assoluta l’utilizzo del vetro quale struttura portante per la sovrastante copertura in rame. Oggi i riflessi azzurri dei raggi solari filtrati delle capriate in vetro rendono ancor più suggestiva la visita al monumento. L’interno della Loggia è arredato con gli stemmi dei Vicari, ad Arquà per conto della Serenissima.

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  • FONTANA E TOMBA DEL PETRARCA:

La fontana del Petrarca è una struttura che in realtà preesisteva all’arrivo del Poeta e alla quale veniva per attingere l’acqua. Sull’arco frontale in pietra di Nanto è inciso il distico in latino: “Fonti numen inest , hospes: venerare liquorem, unde bibens cecinit digna Petrarcha deis” (Un nume abita in questa fonte, o straniero: venera quest’acqua, bevendo la quale il Petrarca poté cantare versi divini)

L’arca, in marmo rosso di Verona, che tuttora contiene le spoglie del Poeta ricalca l’esempio degli antichi sarcofagi romani. Fu eretta sei anni dopo la morte del Poeta dal genero Francescuolo da Brossano e reca la scritta dettata dallo stesso Poeta: “Frigida francisci lapis hic tegit ossa petrarce; suscipe virgo parens animam; sate virgine pace. fessaq(ue) iam terris celi requiescat in arce” ossia “Questa pietra ricopre le fredde ossa di Francesco Petrarca, accogli, o Vergine Madre, l’anima sua, e tu, figlio della Vergine, perdona. Possa essa, stanca della terra, riposare nella rocca celeste”.

lavatoi (1)

Arqua_petrarca_tombe

  • IL LAGHETTO DELLA COSTA:

Il laghetto della Costa è un piccolo specchio d’acqua che si estende ai piedi dei Colli Euganei, nel comune di Arquà Petrarca. Si tratta di un luogo d’interesse non solo a livello naturalistico, ma anche storico: sulle sue rive sono stati individuati le tracce di un villaggio i cui resti risalgono prevalentemente all’età del Bronzo antico. È stato per questo inserito tra i 111 siti che formano gli Antichi insediamenti sulle Alpi tutelati dall’UNESCO.

Lago.Costa-800

  • GIARDINO DI VALSANZIBIO:

Il giardino di Valsanzibio, realizzato tra il 1665 e il 1696, è uno straordinario esempio di  un gran giardino d’acque in completa efficienza e oggi si presenta come uno dei più estesi ed integri giardini d’Epoca mondiali, che è valso il primo premio come ‘Il più bel giardino d’Italia‘ nel 2003 ed il terzo più bello in Europa nel 2007.

Questo eccezionale esempio di giardino barocco consta di oltre 60 statue scolpite nella pietra d’Istria ed altrettante sculture minori che si integrano ad architetture, ruscelli, cascate, fontane, laghetti, scherzi d’acqua e peschiere, fra innumerevoli alberi ed arbusti, su più di 10 ettari di superficie.

Inoltre, all’interno del complesso e tappa importante nel percorso di salvificazione, c’è il Labirinto di Bosso, la simbolica Grotta dell’Eremita, l’Isola dei Conigli e il Monumento al Tempo.

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Risorse e riferimenti: https://www.arquapetrarca.com/

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